<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Pastore Tedesco &#187; Articoli</title>
	<atom:link href="http://www.pastoretedesco.com/blog/category/articoli/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.pastoretedesco.com/blog</link>
	<description>Appunti sul Cane da Pastore Tedesco</description>
	<lastBuildDate>Sat, 18 Dec 2010 15:00:51 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.5</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Il Nuovo Sito Web www.sas-italia.com</title>
		<link>http://www.pastoretedesco.com/blog/il-nuovo-sito-web-www-sas-italia-com/</link>
		<comments>http://www.pastoretedesco.com/blog/il-nuovo-sito-web-www-sas-italia-com/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Nov 2010 15:37:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pastoretedesco.com/blog/?p=57</guid>
		<description><![CDATA[In qualità di “Resposabile Marketing” della SAS, ho ideato, progettato e coordinato la realizzazione del nuovo sito SAS, online da poche ore all’indirizzo www.sas-italia.com. La mia attività si è svolta, nel rispetto dello statuto sociale, in maniera assolutamente gratuita.
Per la programmazione web, ho interpellato circa trenta società di servizi internet. Sette di quelle trenta hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In qualità di “Resposabile Marketing” della SAS, ho ideato, progettato e coordinato la realizzazione del nuovo sito SAS, online da poche ore all’indirizzo www.sas-italia.com. La mia attività si è svolta, nel rispetto dello statuto sociale, in maniera assolutamente gratuita.</p>
<p>Per la programmazione web, ho interpellato circa trenta società di servizi internet. Sette di quelle trenta hanno risposto con un preventivo. Fra queste sette, ho scelto i migliori due preventivi (e progetti) ricevuti e a quelle due società ho assegnato un primo compito di prova (il disegno del database) per capire la loro competenza tecnica e per capire quanto avessero davvero percepito dell’entità del progetto che stavo loro commissionando. Ho quindi definitivamente scelto il partner per SAS, che è la società TriplaW che ha poi realizzato il sito.</p>
<p>Tutti i costi di questo progetto (sia quelli già sostenuti che quelli delle realizzazioni future che cito sotto) sono finanziabili con un solo anno di pubblicità raccolta sul sito. In pratica, il sito web si “autofinanzia” perché può produrre fatturato ben oltre i suoi costi di realizzazione e manutenzione: se ben gestita, la pubblicità sul sito della SAS, in un anno ripaga il costo totale della realizzazione di tutte le funzionalità citate sotto, e negli anni successivi diventa addirittura una fonte di ricavo per la SAS, seconda sola agli incassi per le quote associative.</p>
<p>A parte la grafica ovviamente svecchiata, il nuovo sito web è solo apparentemente simile al vecchio. Il nuovo sito si basa infatti su una piattaforma software e su un database che già oggi permettono di fare molte più cose di quelle fattibili col vecchio sito, ed inoltre è costruito in modo che possa ospitare molte nuove funzionalità.</p>
<p>Le nuove funzionalità già realizzate e funzionanti, sono le seguenti:</p>
<p>-	Sezione “<strong>Cuccioli Disponibili</strong>” in cui gli allevatori possono già oggi pubblicare le proprie cucciolate e in cui gli appassionati hanno finalmente un punto unico di ricerca nella scelta del loro pastore tedesco, sia esso ricercato per funzioni “da divano” o “da gara”;<br />
-	<strong>Google-map delle Sezioni SAS con orari di apertura</strong> (finalmente si saprà dov’è il campo “di preciso”, e in che orari è aperto: anche questo è un servizio per gli appassionati che vogliono entrare in questo mondo: i “profani”, dal vecchio sito SAS, non capivano dove andare, se volevano portare il loro cane a fare obbedienza in un campo SAS, perché era pubblicato solo l’indirizzo di casa del presidente della sezione…);<br />
-	<strong>Google Map dei luoghi delle manifestazioni</strong> di solito difficili da trovare col semplice indirizzo;<br />
-	<strong>Editazione dei contenuti di tutto il sito da parte degli impiegati SAS e non del provider</strong> (attualmente le delibere o simili news sono passate al provider che le mette online con inevitabili ritardi: da adesso in poi, facciamo tutto “in casa” e in un minuto);<br />
-	<strong>Raccolta e esposizione di banner pubblicitari</strong>. La pubblicità web sul sito SAS, se ben gestita, può diventare la seconda voce di fatturato dopo gli incassi per le quote associative);<br />
-	<strong>Database online dei Giudizi di Selezione</strong> (richiede ancora l’importazione dei dati delle selezioni dei cani presenti sui database negli uffici della SAS, ma il sistema è pronto e funzionante);<br />
-	<strong>Database dei Cani</strong> che include il loro pedigree, i dati del DNA, i livelli di displasia, i brevetti conseguiti, i risultati ottenuti nelle manifestazioni SAS e tutti gli altri possibili attributi attualmente presenti sui database usati negli uffici SAS relativamente ai nostri cani;<br />
-	<strong>Database dei soci</strong> con tutte le usuali funzionalità: anagrafica, situazione rinnovi tessere, sospensioni, ecc.;<br />
-	<strong>Database dei Giudici</strong>;<br />
-	<strong>Database dei Figuranti</strong>;<br />
-	Il sito è poi adesso più “<strong>SEO-Friendly</strong>” (più visibile e trovabile dai motori di ricerca).</p>
<p>Le funzionalità da realizzare in futuro sono le seguenti:</p>
<p>-	<strong>Risultati delle manifestazioni pubblicati sul sito in tempo reale </strong>(direttamente dal gazebo del giudice, alle 10 di mattina di ogni domenica potremo già cominciare a leggere sul sito i risultati della classe Baby Femmine, con aggiornamenti continui fino alla classe Lavoro Maschi);<br />
-	<strong>Iscrizioni online dei cani alle manifestazioni</strong> con eventuale pagamento della quota di iscrizione online con carta di credito;<br />
-	Validazione in tempo reale dell’anagrafica del cane al momento dell’iscrizione a catalogo, <strong>connettendosi con il libro genealogico online ENCI</strong> (basta citare il LOI al momento dell’iscrizione, e il nostro sistema o quello dell’ENCI sa tutto del nostro cane e non servono quindi altri dati. Questa validazione sarà anche fondamentale per validare e correggere l’attuale database fatto di 20.000 cani circa, che contiene le peggiori nefandezze: errori di spelling, doppioni, informazioni errate, ecc.);<br />
-	<strong>Emissione di pedigree SAS</strong> (vista la completezza del database dei cani già realizzato, sarebbe facile emettere pedigree: basterebbe integrare due semplici applicazioni tipo “modello A enci” e “modello B enci”);<br />
-	<strong>Piccoli annunci</strong> (tipo Kleineinzeigen della SV);<br />
-	Può diventare il <strong>gestionale completo ed unico di tutte le attività della SAS</strong>, permettendo quindi di “cestinare” gli attuali software e computer obsoleti o “non troppo standard” presenti negli uffici SAS, su cui sono attualmente ospitati i dati dei soci e dei cani.</p>
<p>Ecco perché questo sito rappresenta più la realizzazione di un primo step verso un gestionale globale, web-based, di tutta la vita della SAS, piuttosto che un semplice redesign di un sito web datato e obsoleto.</p>
<p>Come qualunque software web appena lanciato, non sarà sicuramente esente da bugs, per cui invito tutti a segnalare eventuali malfunzionamenti alla SAS. E&#8217; nell&#8217;interesse di tutti che il sito funzioni al meglio.</p>
<p>Per miei problemi personali (li ho spiegati nell’ultimo periodo del mio <a href="http://www.pastoretedesco.com/blog/ganz-politik/">articolo “ganz politik”</a> che potete trovare su questo blog), ho lasciato l’incarico di “Responsabile Marketing” il momento esatto in cui il sito è andato online. Ho infatti voluto portare a termine il compito assegnatomi, prima di lasciare la carica e quindi la responsabilità del nuovo sito web.</p>
<p>Ciò significa che non sarò disponibile a coordinare gli sviluppi successivi del progetto, qualunque sia la parte politica che guiderà la SAS dopo le prossime elezioni del mese prossimo.</p>
<p>Ho però già molto minuziosamente dettagliato ogni vecchia e nuova funzionalità nei miei documenti di analisi che la SAS ha già nella sua corrispondenza, e che hanno solo bisogno di implementazione effettiva da parte del provider, quindi lascio il sito con una chiara indicazione della rotta da seguire e con dettagliatissime istruzioni, che aspettano solo di essere commissionate al provider.</p>
<p>Ringrazio infine Stefano Beggiato della stima che mi ha dimostrato, volendo fortemente, fin dall’inizio, la mia partecipazione in questo progetto. Se quanto sopra è stato possibile e se le nuove implementazioni saranno possibili, è anche grazie a lui.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pastoretedesco.com/blog/il-nuovo-sito-web-www-sas-italia-com/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Pelo Lungo nel Pastore Tedesco</title>
		<link>http://www.pastoretedesco.com/blog/il-pelo-lungo-nel-pastore-tedesco/</link>
		<comments>http://www.pastoretedesco.com/blog/il-pelo-lungo-nel-pastore-tedesco/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 16:36:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pastoretedesco.com/blog/?p=27</guid>
		<description><![CDATA[Poichè c'è poca chiarezza su questo fenomeno ricorrente, "copio e incollo" un interessante articolo del "Maestro" Mauro De Cillis.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Poichè c&#8217;è poca chiarezza su questo fenomeno ricorrente, &#8220;copio e incollo&#8221; un interessante articolo del &#8220;Maestro&#8221; <a href="http://nuke.allevamentorenanera.it/RENANERA/MAURODECILLIS/tabid/68/language/it-IT/Default.aspx">Mauro De Cillis</a> sul perchè del pelo lungo nel pastore tedesco.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>Pur non essendo ammesso dallo standard, il pelo lungo si manifesta ancora con una certa frequenza (statisticamente attorno al 20-25%). Come mai, dopo più di cent&#8217;anni di selezione non siamo stati ancora capaci di eliminarlo? Il pastore tedesco ha avuto origine dall&#8217;incontro di vari ceppi di cani da pastore, principalmente di quelli della Turingia, di mole contenuta, a pelo raso e con orecchie erette, e quelli del Wüttemberg, più grandi e massicci, a pelo lungo e con orecchie semierette. Da questa fusione è nato un individuo dalle caratteristiche intermedie che, tramite un accurato lavoro di selezione, è divenuto il pastore tedesco attuale.</p>
<p>Alcuni degli originari caratteri recessivi però, non sono stati eliminati nel genotipo ma semplicemente &#8220;mascherati&#8221; e pronti a manifestarsi ogni qual volta si trovino in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Omozigosi">omozigosi</a>.</p>
<p>È il caso del pelo lungo, retaggio dei grandi cani da montagna del Wüttemberg, la cui presenza alle origini della razza è stata confermata anche da un recente studio americano sul <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/DNA_mitocondriale">DNA mitocondriale</a>. </p>
<p>Oltre al tipo di mantello, i soggetti a pelo lungo hanno ereditato altri caratteri del cane da montagna quali un&#8217;ossatura più voluminosa, un aspetto più rustico e massiccio e un accrescimento mediamente più rapido dei loro fratelli di cucciolata a pelo corto.</p>
<p><strong>PERCHÉ NASCE</strong></p>
<p>Abbiamo anticipato che il carattere &#8220;pelo lungo&#8221; compare quando si trova a livello omozigote nel genotipo. Anche se le modalità di trasmissione della maggior parte dei caratteri sono molto complesse in quanto dipendono dall&#8217;interazione di diversi geni (per es. la displasia dell&#8217;anca) non di meno alcuni di essi, come nel caso del pelo lungo, seguono le normali leggi di Mendel. Per intendere meglio la questione, distinguiamo innanzitutto tra genotipo (somma dei geni presenti in ciascun individuo) e fenotipo (aspetto fisico dovuto all&#8217;interazione del suo corredo genetico con l&#8217;ambiente). Il cane possiede 39 coppie di cromosomi e ogni singolo gene occupa una posizione fissa nel cromosoma stesso. Ereditando metà cromosomi dal padre e metà dalla madre, ogni individuo presenta caratteri genetici a coppie. Dicesi dominante il carattere che tende a prevalere sul suo corrispondente. Dicesi recessivo il carattere che tende ad essere nascosto dal suo corrispondente. </p>
<p>Quando un individuo possiede due geni corrispondenti uguali si definisce omozigote per quel carattere. Quando un individuo possiede due geni corrispondenti diversi si definisce eterozigote per quel carattere. Nel pastore tedesco il carattere pelo corto è dominante rispetto al carattere pelo lungo, tant&#8217;è vero che da due soggetti a pelo corto ne nascono frequentemente altri a pelo lungo. </p>
<p>Ciò può avvenire però solo se entrambi i soggetti sono ETEROZIGOTI per quel carattere, secondo lo schema:</p>
<p>Aa + Aa = AA Aa Aa aa</p>
<p>Ovvero, statisticamente: </p>
<p>25% a pelo corto omozigote (AA)<br />
50% a pelo corto eterozigoti (Aa)<br />
25% a pelo lungo omozigoti (aa)</p>
<p>Ma se le cose sono così semplici, come mai il pelo lungo non è stato ancora eliminato? Per individuare i soggetti omozigoti per il pelo corto (AA) basterebbe testarli accoppiandoli con un partner a pelo lungo (aa) secondo lo schema:</p>
<p>AA + aa = Aa Aa Aa Aa</p>
<p>ovvero se dall&#8217;accoppiamento nasce il 100% di peli corti, si avrebbe la CERTEZZA che il soggetto in questione è per forza un AA!</p>
<p>A questo punto sarebbe sufficiente individuare un altro AA (ovviamente di sesso opposto!) per dare il via a una selezione che elimini per sempre l&#8217;indesiderato carattere!</p>
<p><strong>LA DOMINANZA PARZIALE</strong></p>
<p>In realtà le cose non sono così semplici. Il mantello del pastore tedesco attuale è composto di un abbondante sottopelo lanoso e compatto e del pelo vero e proprio, di consistenza vitrea o semivitrea. La presenza di un folto sottopelo cui fa riscontro un mantello sostenuto e non troppo aderente al corpo contribuisce non poco all&#8217;apparenza estetica del soggetto. Per ottenere e mantenere un mantello ideale, gli allevatori, senza esserne consapevoli, fanno ricorso alla &#8220;dominanza parziale&#8221;. Infatti, pur comportandosi in linea di massima da dominante, il pelo corto eterozigote (Aa) non riesce a mascherare completamente il suo corrispondente carattere &#8220;pelo lungo&#8221; che traspare nel fenotipo come attraverso una lastra di vetro opaca.</p>
<p>Per questo quasi tutti i soggetti apprezzati in esposizione (e di conseguenza utilizzati in riproduzione), sono degli Aa, ovvero dei peli corti eterozigoti. Viceversa, utilizzando in riproduzione esclusivamente soggetti omozigoti per il pelo corto (AA), si otterrebbe, nell&#8217;arco di poche generazioni, un mantello troppo raso ed aderente, simile a quello del dobermann, del boxer o del pointer che nuocerebbe non poco all&#8217;estetica generale della razza. L&#8217;apparizione più o meno frequente (talvolta, per infausta bizzarria statistica &#8211; <em>probabilistica, più che statistica, NdR</em> &#8211; addirittura fino al 90% della cucciolata) di soggetti a pelo lungo anche e soprattutto dagli accoppiamenti più prestigiosi è l&#8217;inevitabile scotto da pagare per mantenere la ricchezza e la consistenza ideale del mantello del nostro cane!</p>
<p>Eppure, fermo restando che non si può avere &#8220;la botte piena e la moglie ubriaca&#8221;, possiamo contenere la &#8220;sbronza&#8221; di quest&#8217;ultima a un livello tollerabile usando un po&#8217; d&#8217;astuzia…</p>
<p><strong>TENERE A BADA I “PELONI”</strong></p>
<p>Per evitare o almeno ridurre drasticamente la comparsa di peli lunghi senza per questo rinunciare a un mantello ricco e sostenuto, basta utilizzare la seguente tecnica d&#8217;allevamento:</p>
<p>a) Individuare un soggetto sicuramente omozigote per il pelo corto (preferibilmente femmina) AA.</p>
<p>b) Accoppiarlo con un altro pelo corto eterozigote Aa.</p>
<p>Da tale unione otterremo statisticamente:</p>
<p>AA Aa AA Aa</p>
<p>Ovvero tutti soggetti a pelo corto, il 50% omozigoti (AA) e l&#8217;altro 50% eterozigoti (Aa). Questi ultimi presenteranno il mantello della lunghezza e della tessitura desiderata mentre i primi ci torneranno utili soprattutto nella riproduzione, consentendoci di continuare ad allevare per decenni senza che nelle nostre cucciolate compaia anche un solo pelo lungo! Naturalmente non è sempre facile individuare a priori un soggetto AA specie se si tratta di uno stallone il cui genotipo ci è ignoto e il cui proprietario non ammetterà di certo, neanche sotto tortura, che abbia mai dato un pelo lungo. </p>
<p>Non di meno è abbastanza agevole, per un occhio allenato, dedurlo dall&#8217;osservazione del suo fenotipo. Se mostra un pelame folto ed abbondante sarà molto probabilmente un Aa e di conseguenza dovremmo evitare di accoppiarlo con la nostra fattrice Aa, sempre che il gioco non valga la candela. Dalla mia esperienza pratica ho notato che, in linea di massima, la percentuale di peli lunghi ottenuti da un accoppiamento tra due eterozigoti Aa è direttamente proporzionale alla ricchezza del loro mantello, in quanto la &#8220;barriera&#8221; costituita dal grado di espressività del dominante ne risulta via via più indebolita fino a lasciar passare una quantità sempre maggiore di &#8220;invasori&#8221; (con punte fino al 90%!).</p>
<p>Va infine osservato che, in certi casi, la differenza tra un soggetto a pelo corto, ma con folto sottopelo e mantello molto sostenuto e un altro a pelo lungo in piena muta e magari sapientemente &#8220;strippato&#8221; nei punti chiave (orecchie e margini interni degli arti) è infinitesimale e individuabile solo da giudici e allevatori di comprovata esperienza che sappiano integrare a quello del pelo ulteriori parametri quali espressione, ossatura e proporzioni corporee.</p>
<p>Mauro De Cillis</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pastoretedesco.com/blog/il-pelo-lungo-nel-pastore-tedesco/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Punti Programmatici per il prossimo Presidente della SAS</title>
		<link>http://www.pastoretedesco.com/blog/punti-programmatici-per-il-prossimo-presidente-della-sas/</link>
		<comments>http://www.pastoretedesco.com/blog/punti-programmatici-per-il-prossimo-presidente-della-sas/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 12:55:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pastoretedesco.com/blog/?p=23</guid>
		<description><![CDATA[Un possibile programma per punti, che come socio della SAS vorrei che il prossimo Presidente portasse avanti. Mi auguro di leggere un manifesto di questo tipo da parte di ogni candidato Presidente: non voterei un presidente che non avesse un programma preciso e consultabile pubblicamente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come forse molti già sanno, il 12 dicembre 2009 si terrà l’assemblea straordinaria dei soci della “SAS – Società Amatori Scäferhunde” – per eleggere il nuovo Consiglio Direttivo.</p>
<p>Qui sotto elenco un possibile programma per punti, che come socio della SAS vorrei che il prossimo Presidente portasse avanti. Mi auguro di leggere un manifesto di questo tipo da parte di ogni candidato Presidente: non voterei un presidente che non avesse un programma preciso e consultabile pubblicamente.</p>
<p><strong>Avvicinare il Pastore Tedesco alla gente comune</strong></p>
<p>L’attività sportiva, o agonistica che dir si voglia, è la punta di diamante di un mondo, quello del Pastore Tedesco, che trova negli allevatori di prestigio la sua fase di sperimentazione, di innovazione, di ricerca, approfondimento scientifico, selezione zootecnica, ecc.</p>
<p>Ma la stessa attività sportiva e agonistica e di selezione degli allevatori di prestigio non può prescindere dalla cura e dal governo del settore degli amatori “privati” e cioè delle decine di migliaia di normali cittadini che hanno un Pastore Tedesco in famiglia o in giardino, senza fare gare o cucciolate.</p>
<p>Il mondo dei (furono!!) 30 mila, oggi solo 14 mila acquirenti annui di pastori tedeschi, deve essere uno dei primi fronti di interesse del Presidente della SAS, perché il mondo dei “privati” è fondamentale per la florida sopravvivenza del mondo degli “agonisti / allevatori”: meno iscrizioni di cuccioli fra i privati significa meno persone alle esposizioni, meno possibilità di vendere cuccioli “non proprio rispondenti allo standard”, ecc. È quindi fondamentale che il Pastore Tedesco abbia successo fra la gente comune, per assicurare la sopravvivenza della nostra attività sportiva e di selezione.</p>
<p>Il mio articolo sulla taglia (<a href="http://www.pastoretedesco.com/blog/pastore-tedesco-una-razza-in-via-di-estinzione/">clicca qui per leggerlo</a>) spiega della drammaticità del calo delle “immatricolazioni” di pastori tedeschi: è quindi urgentissimo invertire questo trend negativo, o presto la nostra razza non rischierà certo l’estinzione ma sicuramente verrà seriamente ridimensionata con danni di immagine ed economici irreparabili.</p>
<p>Come avvicinare il Pastore Tedesco alla gente comune? Alcune idee:</p>
<p>-	Incontri di avvicinamento delle scolaresche al Pastore Tedesco, con gite ai campi SAS o con responsabili SAS nelle scuole. Lo fanno già in Germania, non capisco perché non si debba fare in Italia;</p>
<p>-	Public Relation verso tutti gli organi di informazione, televisivi, cinematografici, perché quando si parla di cane, si parli principalmente di Pastore Tedesco. E quando il cane è attore, sia un pastore tedesco e non un (seppur rispettabilissimo, si intende!) Border Collie o Labrador;</p>
<p>-	Un ufficio e/o organo di comunicazione apposito interno alla SAS di collegamento fra società civile e mondo del Pastore Tedesco. Attualmente non è possibile per un privato avere informazioni precise su dove acquistare un pastore tedesco, ecc. Quest’ultimo potrebbe anche servire a supporto degli allevatori verso il quale essi potrebbero dirottare eventuali domande, consigli ecc.;</p>
<p>-	Editazione di un “manuale del pastore tedesco” ad uso degli appassionati e dei lettori, cosicché la SAS si faccia promotrice di un testo (un libro) “autorizzato dalla SAS” che includa elementi importanti per la diffusione e la tutela della razza;</p>
<p><strong>Il rispetto della taglia per arginare il declino del Pastore Tedesco</strong></p>
<p>Rimando al mio articolo pubblicato su questo blog: <a href="http://www.pastoretedesco.com/blog/pastore-tedesco-una-razza-in-via-di-estinzione/">potete leggerlo ciccando qui</a></p>
<p><strong>Rendere “digitale” la gestione della SAS</strong></p>
<p>Qualche settimana fa, alla mia domanda “perché non ho mai ricevuto il giornalino della SAS o una scheda o convocazione per votare alle assemblee della SAS negli ultimi tre anni” il segretario della mia sezione locale mi ha comunicato, con mia incredibile sorpresa, che presso la sede centrale non sapevano nemmeno che io ero socio! (non risultavo nei loro archivi).</p>
<p>Questa credo sia solo la punta dell’iceberg di una disorganizzazione amministrativa inaccettabile che non può più essere tollerata nell’anno 2010 e in un Paese occidentale sviluppato come l’Italia.</p>
<p>La gestione, i documenti, gli atti, anche le votazioni delle assemblee dei soci e quant’altro, devono essere digitalizzate e fruibili il più possibile online. Votazioni telematiche, accesso ai documenti direttamente online.</p>
<p>Tutto quindi deve essere ben informatizzato (non dubito che lo sia già, ma non credo che un database dei soci non aggiornato sia prova di funzionalità di una eventuale informatizzazione).</p>
<p><strong>Un Presidente di tutti senza preferenze “politiche” &#8211; Una SAS Riappacificata</strong></p>
<p>Basta con correnti &#8220;politiche&#8221; o gestione della SAS &#8220;favorendo la corrente di chi comanda attualmente&#8221;. Si deve lavorare per la razza, non per la sola corrente politica che ha eletto il Presidente.</p>
<p>Inoltre: che gli allevatori prestigiosi siano quelli che indirizzino la SAS collaborando fra di loro per il bene della razza.</p>
<p>I Signori Musolino, Francioni e Verpelli sono i nostri tre grandi e migliori nomi dell&#8217;allevamento italiano e mondiale: vorrei che queste tre grandi &#8220;correnti di pensiero&#8221; tutte uniche fra sé ma tutte straordinariamente foriere di risultati zootecnici e sportivi, non fossero incompatibili come mi è parso in questi anni ma complementari: uniti si vince (e il vincitore primo deve essere il cane), disuniti ci saranno solo lotte inutili.</p>
<p>Un esempio di come l’unione fra tutti gli allevatori (specie fra i più grandi) fa del bene alla razza? È presto detto: guardate cosa è successo quando Max della Loggia dei Mercanti (del Sig. Francioni) è stato usato dal  Sig. Musolino: sono venuti fuori Auslesi in Germania (Dux della Valcuvia, Quantum von Arminius) e poi addirittura un Sieger (Zamp vom Thermodos, uno dei due più grandi cani viventi attualmente assieme a Vegas du Haut Mansard: anche quest’ultimo basato sull’allevamento italiano prodotto del Sig. Francioni, seppur nato in Francia).</p>
<p>Questi due signori quando hanno fatto &#8220;qualcosa insieme&#8221; hanno contribuito a fare la storia attuale del pastore tedesco: che bello sarebbe vederli lavorare di nuovo insieme nella SAS e per la SAS! Quando c&#8217;è stato un incontro fra questi grandi nomi, si è fatta la storia del pastore tedesco attuale. Ecco, mi piacerebbe vedere di nuovo questi &#8220;mostri sacri&#8221; lavorare insieme e per uno scopo comune (il pastore tedesco): 1+1+1 potrebbe fare molto più di 3, per l&#8217;allevamento italiano.</p>
<p>Allo stesso modo, è ovviamente importante anche che allevatori &#8220;sconosciuti&#8221; o quasi, debbano essere messi in grado di esser premiati senza favoritismi verso i nomi più conosciuti, anche se non hanno una storia alle loro spalle: se i cani lo meritano, dovrebbero anche loro essere premiati a prescindere dall’affisso, se i loro soggetti rispettano tutti i crismi&#8230;</p>
<p><strong>Chiare ed esplicite direttive di selezione zootecnica per il miglioramento della razza</strong></p>
<p>Ho assistito ad una bella presentazione del “guardiano della razza” (Bundeszuchtwart) Sig. Reinhardt Meyer, alla vigilia dello show finale della domenica a questa edizione 2009 della Siegerschau ad Ulm: in quella presentazione il sig. Meyer dettagliava e dettava precise direttive di allevamento. Questa cosa dovrebbe essere fatta anche in Italia.</p>
<p>Deve esistere una linea guida chiara su come dobbiamo allevare e quindi una indicazione chiara degli attuali macro-difetti della razza, come migliorarli e quali aspetti prediligere. Queste indicazioni cambiano ogni tanto (in vari momenti storici ci sono stati vari aspetti diversi da migliorare), e sta alla SAS dire chiaramente e esplicitamente quali sono le priorità (la taglia, il carattere, le angolature posteriori, quelle anteriori, ecc.). Cosa devono prediligere gli allevatori? Nessuno ce lo dice, e penso che nessuno ce lo dica perché semplicemente non esiste questa linea e non esistono queste direttive.</p>
<p>Guardando una classifica di un campionato italiano, anche una presa a caso fra quelle passate, è difficile scoprire il &#8220;fil rouge&#8221; che lega i vari soggetti: si trovano cani di diverse linee di sangue, ok, ma poi i cani di punta variano da poco pigmentati a molto pigmentati, da caratteri forti a caratteri al limite dello standard, da difetti sull’anteriore a difetti sul posteriore, da cani grandi o grandissimi a cani in perfetta taglia. Insomma, dalla classifica del campionato non si deduce assolutamente l’indicazione del “guardiano della razza” che dovrebbe essere invece ben chiara. A meno che non sia la direttiva &#8220;viva la diversità genetica!&#8221; (ma non mi pare una bella strategia per migliorare una razza).</p>
<p><strong>Il Cane deve stare al centro di tutto, non le persone</strong></p>
<p>Più attenzione al cane, alla razza, meno ai giochi politici. In una riunione SAS a caso, a tutte le latitudini, si sente troppo parlare di politica e poco di cani. Discussioni incredibili del tipo &#8220;un consigliere della nostra regione dovrebbe influire a livello politico e ottenere una certa percentuale di cani Auslesi per la nostra regione&#8221; devono finire.</p>
<p>Non si lavora nella SAS per favorire la nostra “lobby”, la nostra zona o regione o badare a coltivare il nostro orticello: si lavora per il cane per migliorare la nostra razza e rendere forte e florido l’allevamento e il gradimento della nostra razza in Italia.</p>
<p>Vedo con molto favore invece le discussioni cosiddette “tecniche”: discussioni sui riproduttori, sugli omeri, sulle groppe. Rimaniamo in tema, quindi! La &#8220;politica&#8221; deve rivestire davvero un ruolo marginale, e limitarsi alla miglior organizzazione delle Sezioni SAS, alle discussioni necessarie alla buona gestione, e non pervadere totalmente la vita associativa.</p>
<p>Troppa gente vuole o ricopre un ruolo &#8220;dirigenziale&#8221; perché spera di ottenerne vantaggi in termini di migliori piazzamenti dei suoi cani o dei cani di coloro che lo hanno eletto: questo deve finire.</p>
<p><strong>Più istruzione e documentazione nelle sezioni SAS</strong></p>
<p>Troppo spesso si creano falsi miti o leggende metropolitane dietro a cani che chi li commenta (criticandoli o osannandoli) non li ha mai nemmeno visti dal vivo.</p>
<p>Basterebbero serate a tema con proiezioni di video, per far conoscere a chi non ha la possibilità o la voglia di andare in Germania, i grandi riproduttori e sfatare o confermare molti miti e leggende.</p>
<p>Inoltre, sarebbe interessante prevedere una vera e propria “scuola di allevamento e addestramento” del Pastore Tedesco: chi ha fatto 100 cucciolate nella sua carriera, metta a disposizione di tutti il suo sapere e non lasci l’allevatore alla prima cucciolata da solo e con poche nozioni, e in balìa dei veterinari magari poco pratici della nostra razza: ne sa e ne conosce di più un allevatore navigato che un veterinario in erba! La scuola dovrebbe quindi prevedere sia una sorta di assistenza reciproca (perché tutti hanno da insegnare qualcosa agli altri) e di documentazione o di “lezioni e seminari” di cui far tesoro con registrazioni audio o video.</p>
<p>Lo stesso si dica degli &#8220;handler&#8221; che hanno portato al guinzaglio centinaia di cani prestigiosi in centinaia di raduni. È importante che mettano a disposizione degli altri soci meno esperti le loro conoscenze, attraverso giornate e seminari ad hoc.</p>
<p>Quanto sopra si potrebbe fare istituendo una &#8220;banca del tempo&#8221; dove ognuno può mettere a disposizione delle ore per gli altri, e usare le ore degli altri quando necessario.</p>
<p><strong>Sezione “Lavoro”</strong></p>
<p>Non sono competente su questo tema quindi non ne commento negli aspetti tecnici, ma credo che sarebbe comunque interessante usare maggiormente i campi da lavoro per attirare i cosiddetti &#8220;privati&#8221; a svolgere corsi di obbedienza, come una delle strategie di cui al punto descritto sopra “avvicinare il pastore tedesco alla gente”. Un campo di lavoro è un luogo dove si insegna e quindi si impara la psicologia del cane: non limitiamola ai soggetti che devono fare IPO e Selezione: apriamola al mondo insegnando alla collettività a convivere bene col proprio cane: l’educazione cinofila dei non addetti ai lavori è fondamentale per formare proprietari responsabili.</p>
<p><strong>Piccole modifiche ai regolamenti di raduni e campionati</strong></p>
<p>Molto ci sarebbe da fare su questo aspetto ma elenco solo due cose “al volo” tanto per ribadire che dove la discrezione del giudice non può esistere (taglia e peso del pastore tedesco non possono essere elementi relativi) sarebbe bene validare le scelte del giudice in maniera oggettiva e pubblica.</p>
<p>Esempio: dichiarazione in pubblico dell&#8217;altezza al garrese rilevata per ogni soggetto presentato: quando il giudice a fine gara fa il giudizio e dice &#8220;cane grande, molto ben pigmentato…&#8221; dica anche quanto misura al garrese, in cm! Inoltre: se il giudice affermasse &#8220;67cm al garrese&#8221; ovviamente non dovrebbe procedere alla squalifica o alla non assegnazione della massima qualifica, ma che per lo meno quel soggetto non venga classificato primo, se ad esempio l’indicazione delle direttive di allevamento di cui ho parlato sopra dicessero: &#8220;rispetto della taglia come massima priorità&#8221;…</p>
<p>Tutte le sezioni hanno una bilancia che usano durante le prove di selezione, giusto? In ogni caso, la SAS può dotare il giudice di una bilancia digitale a misurazione immediata: si dichiari in pubblico anche il peso del cane, quindi: questo è un altro elemento oggettivo, anzi, forse l’unico elemento oggettivamente rilevabile: altezza al garrese può essere misurata in mille modi diversi e variata artatamente per accorciare o allungare il cane in base alle necessità, ma un cane di 47kg difficilmente sarà possibile farlo risultare 40kg&#8230;</p>
<p>Un breve commento su una prova caratteriale “minima” effettuata in tutti i raduni: quante volte in classe adulti si vedono cani che oggettivamente non sanno fare il fuss? Se non può essere motivo di squalifica, per lo meno lo sia di penalizzazione di alcuni posti in quella classifica;</p>
<p>Come detto, ci sarebbero anche altre piccole regolette da mettere, ma questo potrebbe essere magari oggetto di una commissione tecnica che abbia il compito di riscrivere regole precise, chiare, tutte unificate in un solo testo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pastoretedesco.com/blog/punti-programmatici-per-il-prossimo-presidente-della-sas/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Progesterone e Accoppiamento</title>
		<link>http://www.pastoretedesco.com/blog/progesterone-e-accoppiamento/</link>
		<comments>http://www.pastoretedesco.com/blog/progesterone-e-accoppiamento/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 10:33:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[fattrici]]></category>
		<category><![CDATA[fertilità]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[monte]]></category>
		<category><![CDATA[pastore tedesco]]></category>
		<category><![CDATA[progesterone]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pastoretedesco.com/blog/?p=14</guid>
		<description><![CDATA[Esami del Progesterone nelle fattrici di Pastore Tedesco e determinazione del momento migliore per effettuare la monta con successo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Poichè sono ormai additato dai miei amici appassionati del Pastore Tedesco come &#8220;colui che ci azzecca&#8221; in tema di momento giusto per effettuare la monta (per ora non ho mai mandato una fattrice vuota dopo accoppiamenti fatti seguendo le mie linee guida sugli esami del progesterone), vorrei riassumere qui tutto il mio sapere su questo argomento, a beneficio di tutti gli appassionati.</p>
<p>Prima del calore il livello di progesterone nel sangue in una femmina di Pastore Tedesco è basso, di solito minore di 2 nano grammi per litro (di seguito userò la sigla: &#8220;ng/l&#8221; per indicare questa misura).</p>
<p>Via via che il calore procede, il livello di progesterone sale lentamente, fino ad arrivare a 7 ng/l, valore in cui avviene l&#8217;ovulazione. L&#8217;ovulazione può avvenire da 7 a 27 giorni dall&#8217;inizio del calore, e questa variabilità spiega l&#8217;importanza delle analisi del sangue per determinare il momento giusto. Se è vero che una determinata fattrice può avere una curva di crescita costante, e cioè sempre uguale, da un calore all&#8217;altro, non è vero che ogni fattrice ha la stessa curva. Ricordatevi quindi che siamo tutti unici, e così solo i cani&#8230;</p>
<p>Una volta che la femmina ha raggiunto i 7 ng/l e ovula, i livelli di progesterone seguenti possono aumentare in maniera molto variabile da cagna a cagna. Per esempio, 3 giorni dopo l&#8217;ovulazione vediamo regolarmente livelli di progesterone che possono variare da 10 a 60 ng/l, a seconda delle femmine analizzate.</p>
<p>Quindi, per valutare il momento dell&#8217;ovulazione, <strong>siamo solo interessati al giorno in cui si arriva a 7 ng/l</strong>.</p>
<p>Mi sento spesso fare la domanda: &#8220;abbiamo fatto un solo esame del progesterone e ha dato come risultato 15 ng/l: quando ha quindi ovulato la mia cagna?&#8221;. <strong>È impossibile rispondere sulla base di un solo test</strong>…</p>
<p>Ho visto femmine che arrivavano a 15 ng/l dopo un giorno dall’ovulazione, così come altre raggiungevano lo stesso livello dopo 5, 10, 20 o 40 giorni dopo l’ovulazione.</p>
<p>Dobbiamo quindi avere un test sotto 7 ng/l e un test sopra i 7 ng/l per essere in grado di determinare il giorno dell’ovulazione.</p>
<p>Un esempio chiarirà il concetto</p>
<p>Se martedì mattina alle ore 10:00 facciamo un prelievo di sangue e il valore del progesterone è 6 ng/l e poi facciamo un altro prelievo giovedì mattina alle ore 10:00 e il valore è 8 ng/l, possiamo ipotizzare con sufficiente grado di approssimazione che l&#8217;ovulazione è avvenuta mercoledì mattina alle 10:00 (punto mediano fra i due esami).</p>
<p>Un solo test (che sia sopra o sotto i 7 ng/l) quindi, NON SERVE a NIENTE. Unico caso fortunato: se si effettuasse un solo test e desse come risultato 7 ng/l: vorrebbe dire che avremmo azzeccato il momento esatto dell&#8217;ovulazione.</p>
<p>Per molte cagne iniziamo a fare l’analisi 6-8 giorni dopo il primo segno del calore, e poi facciamo esami ogni 2 giorni fino all’ovulazione.</p>
<p>Quindi, a cosa ci serve sapere il giorno dell’ovulazione? Ci serve perché ci dice quando gli ovuli saranno fertili: una volta che ha ovulato, infatti, gli ovuli della femmina diventano fertili dopo circa 48 ore. Rimarranno poi fertili per circa altre 48 ore.</p>
<p>L’obbiettivo è quindi a questo punto quello di <strong>massimizzare il tempo di contatto fra sperma fertile e ovuli fertili</strong>. </p>
<p>Questo richiede di affrontare brevemente l’argomento della longevità del seme. Lo sperma fresco &#8211; e cioè quello di una monta naturale &#8211; rimane fertile nell’utero della femmina per 3 giorni e in certi casi anche di più, a seconda della qualità del seme.</p>
<p>Lo sperma congelato, poiché ha perso energia nel processo di raffreddamento, può vivere solo circa 24-48 ore una volta nell’utero.</p>
<p>Da quanto sopra discende la conclusione che raccomando sempre di coprire la femmina, se abbiamo a disposizione due monte, nei giorni 1 e 3 o nei giorni 2 e 4 post ovulazione, con semi freschi, anche se una volta sola di solito è sufficiente: la seconda monta serve solo se ci sono stati problemi &#8220;tecnici&#8221; nella prima: se la prima è fatta &#8220;a regola d&#8217;arte&#8221; la seconda è totalmente inutile.</p>
<p>Con seme congelato, vista la breve durata di 24-48 ore, raccomando sempre di coprire dopo 2 giorni dall’ovulazione.</p>
<p>Se avessimo un solo tentativo (caso di stallone prestigioso e quindi di impossibilità di effettuare una seconda monta perchè il maschio è &#8220;molto impegnato&#8221;), consiglio di effettuare una sola monta 2,5 giorni dopo l&#8217;ovulazione. In quel momento infatti gli ovuli saranno sicuramente maturi e lo sperma sarà fertile sicuramente per almeno uno-due giorni, e cioè per quasi tutto il periodo di fertilità degli ovuli. Difficile sbagliare e mandare vuota la fattrice (se non per altre cause, si intende!).</p>
<p>Nell&#8217;esempio di cui sopra, se la fattrice si presume abbia ovulato mercoledì mattina alle ore 10:00, se abbiamo a disposizione &#8220;un sol colpo&#8221;, andremo per una monta da effettuarsi venerdì sera a sabato primo pomeriggio. Ovviamente, una monta effettuata giovedì mattina ore 10:00 o domenica mattina ore 10:00 potrebbe lo stesos portare al successo, ma i margini sono comunque più ristretti.</p>
<p>Una questione &#8220;finale&#8221; legata all&#8217;ovulazione, che molti appassionati non conoscono e spesso sbagliano: il periodo di gestazione della fattrice di 9 settimane (o 63 giorni) non va calcolato dal momento della monta ma da quello dell&#8217;ovulazione: l&#8217;ovulazione è quindi importante anche per sapere quando nasceranno i cuccioli. Non calcolate &#8220;giorno della monta + 63 giorni&#8221; ma &#8220;giorno dell&#8217;ovulazione più 63 giorni&#8221; quindi&#8230;</p>
<p>Domande, commenti ed esperienze sono molto benvenute.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pastoretedesco.com/blog/progesterone-e-accoppiamento/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>19</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nuove foto di Agatha vom Webachtal su Pedigreedatabase</title>
		<link>http://www.pastoretedesco.com/blog/nuove-foto-di-agatha-vom-webachtal-su-pedigreedatabase/</link>
		<comments>http://www.pastoretedesco.com/blog/nuove-foto-di-agatha-vom-webachtal-su-pedigreedatabase/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 14:11:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pastoretedesco.com/blog/?p=10</guid>
		<description><![CDATA[Da pochi giorni è online su pedigreedatabase.com una nuova foto (semi-amatoriale) di Agatha vom Webachtal.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da pochi giorni è online su pedigreedatabase.com una nuova foto (semi-amatoriale) di <a href="http://www.pedigreedatabase.com/gsd/pedigree/546418.html">Agatha vom Webachtal</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pastoretedesco.com/blog/nuove-foto-di-agatha-vom-webachtal-su-pedigreedatabase/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pastore Tedesco, una razza in via di estinzione</title>
		<link>http://www.pastoretedesco.com/blog/pastore-tedesco-una-razza-in-via-di-estinzione/</link>
		<comments>http://www.pastoretedesco.com/blog/pastore-tedesco-una-razza-in-via-di-estinzione/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Jul 2007 20:46:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pastoretedesco.com/blog/pastore-tedesco-una-razza-in-via-di-estinzione/</guid>
		<description><![CDATA[Il rispetto della taglia come mossa di &#8220;marketing&#8221; per arginare il crollo
(Lettera aperta al Presidente della S.A.S.)
Caro Presidente,
Secondo i dati ENCI appena diffusi, relativi all&#8217;anno 2006, dopo un inesorabile declino, il nostro amato pastore tedesco ha perso anche il primato di &#8220;razza più amata dagli italiani&#8221;.
Con 15.616 Cuccioli iscritti, è infatti il Setter Inglese la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il rispetto della taglia come mossa di &#8220;marketing&#8221; per arginare il crollo</strong></p>
<p>(Lettera aperta al Presidente della S.A.S.)</p>
<p>Caro Presidente,</p>
<p>Secondo i dati ENCI appena diffusi, relativi all&#8217;anno 2006, dopo un inesorabile declino, il nostro amato pastore tedesco ha perso anche il primato di &#8220;razza più amata dagli italiani&#8221;.</p>
<p>Con 15.616 Cuccioli iscritti, è infatti il Setter Inglese la razza più amata dagli Italiani nel 2006. Il pastore tedesco perde il primato che deteneva da molti anni, registrando un deludente 14.521 cuccioli iscritti. Il dato è impressionante se si pensa che i pastori tedeschi iscritti all&#8217;ENCI nel 2001 sono stati ben 30.359.</p>
<p>I cuccioli di pastore tedesco che annualmente vengo iscritti sui libri genealogici sono quindi più che dimezzati, in soli sei anni.</p>
<p>E&#8217; vero che il totale di tutti i cani di tutte le razze è sceso nello stesso periodo del 18%, ma se si vanno a vedere i dati assoluti, due cani su tre, di quelli che mancano all&#8217;appello, sono pastori tedeschi. In poche parole, la crisi del cane è in realtà quasi tutta da addebitare alla crisi del pastore tedesco.</p>
<p>Scrivo quindi a lei, Presidente, quale massima autorità in Italia e quale supremo &#8220;tutore della razza&#8221; (l&#8217;espressione non è azzardata: in Germania si usa proprio un espressione di quel tipo per denotare il responsabile allevamento, infatti si parla di Zuchtwart, &#8220;guardiano della razza&#8221;) per esternarle la mia preoccupazione, e per contribuire con le mie riflessioni a indicare una via, una delle tante, ma a mio modo di vedere la più importante, per poter uscire da questo empasse e riconquistare la leadership fra le razze canine, e riconquistare più che altro l&#8217;apprezzamento della gente comune, per la nostra meravigliosa razza.</p>
<p>=====================================<br />
I possibili Motivi del Crollo e le Possibilità di Azione<br />
=====================================</p>
<p>   1 &#8211; Cambiamento di stile di vita delle popolazioni occidentali</p>
<p>Le persone fanno sempre minor utilizzo del cane come strumento di difesa e/o utilità, e un sempre maggior utilizzo del cane come animale da compagnia e svago. Lo si intuisce da quali sono le razze emergenti: il Labrador e il Golden Retriever sono razze che assecondano il nuovo stile di vita di molte persone.</p>
<p>   2 &#8211; Ciclo Congiunturale (Economico) negativo e costi di mantenimento di un esemplare di razza.</p>
<p>Acquistare e mantenere un cane di razza, costa. Ecco che, siccome dal 2001 ad oggi si è assistito a livello europeo e mondiale ad una crisi congiunturale importante, è ovvio che l&#8217;acquisto di un cane di razza è stato uno dei fronti su cui le famiglie hanno insistito per tagliare la spesa. Esistono proprio dei cicli ben dimostrati di contrazione delle registrazioni nei libri genealogici in corrispondenza delle grandi crisi economiche.</p>
<p>Per non parlare poi dei costi esorbitanti, degli eventuali brevetti di lavoro e selezioni, per coloro che volessero ottenere il massimo dal proprio esemplare.</p>
<p>   3 &#8211; Restringimento degli spazi vitali, sia abitativi che all&#8217;aria aperta, delle popolazioni occidentali</p>
<p>Le persone hanno sempre meno spazio in cui abitare: chi si può permettere, ormai, una casa di 100Mq. con giardino indipendente, che sarebbe la soluzione ideale per ospitare un cane come il pastore tedesco?</p>
<p>Ai prezzi medi attuali delle principali città italiane, si parla di importi che variano da 300 a 400 mila euro, per una casa di quel tipo. Mai nella storia c&#8217;erano voluti circa 300 stipendi mensili di un impiegato medio, per comprare una casa di 100mq con giardino. E&#8217; ovvio che la gente ripiega, al massimo, su bilocali che, se sono fortunati, dispongono al massimo di un piccolo terrazzo. Tutti noi abitiamo quindi in case più piccole di 10 o 20 anni fa.</p>
<p>Le persone poi hanno sempre meno spazi all&#8217;aria aperta (sempre meno persone vivono in campagna, e coloro che vivono in città o in periferia vedono sparire i prati a favore dei complessi residenziali), e anche questo include quindi una conseguenza molto importante nella scelta di un cane &#8220;impegnativo&#8221;.</p>
<p>=============<br />
Quali le Soluzioni?<br />
=============</p>
<p>Dei tre motivi principali facilmente individuabili e descritti sopra, non tutti sono ovviamente risolvibili dal &#8220;custode della razza&#8221; e cioè dal Presidente di una Associazione.</p>
<p>Cambiamenti di stili di vita o crisi economiche non sono elementi su cui alcuno di noi possa cercare di agire, e sarebbe una battaglia contro i mulini a vento, cercare di rimuovere quelle due cause.</p>
<p>Non possiamo ad esempio arginare l&#8217;ascesa del labrador convertendo il nostro Pastore Tedesco a cane &#8220;da pura compagnia&#8221; (ne verrebbe snaturata la sua stessa ragione di esistere), per cui questo è un fenomeno fuori dalla nostra portata. Che vincano i Labrador quindi, perchè se si vuole un cane da compagnia, il Pastore tedesco può benissimo esserlo ma è anche molte altre cose e non può diventare solo un &#8220;fedele amico dei bambini&#8221; e men che meno viaggiare con il foulard rosso al collo.</p>
<p>A ben vedere si potrebbe comunque agire e dare più peso alla sua poliedricità caratteriale, puntando molto sul fatto che un pastore tedesco dovrebbe essere il più interdisciplinare possibile: da guardiano fiero delle mura di casa, a docile animale da compagnia. Capisco però che l&#8217;impresa è ardua, anche se sarebbe sempre possibile per i giudici dare più importanza a questo aspetto, penalizzando cani o troppo docili o troppo aggressivi, e privilegiando i cani che dimostrino di sapersi ben adattare ad entrambe le situazioni (credo che questa interdisciplinarietà si deduca comunque anche dallo Standard).</p>
<p>Riguardo alla crisi e alla congiuntura economica, beh, è difficile proporre una riduzione dei prezzi dei pastori tedeschi perchè, specialmente gli allevatori con più propensione all&#8217;attività sportiva, spesse volte hanno costi di produzione delle cucciolate ben più alti dei ricavi che ne traggono: se tutto il fatturato dovessere essere dato dalla vendita dei cuccioli, quasi tutti gli allevatori sarebbero in deficit, già adesso.</p>
<p>In sostanza quindi, la preferenza per il cane da compagnia puro, e la crisi economica, sono eventi su cui ahimé, non possiamo agire.</p>
<p>====================================<br />
Una soluzione Immediata e di facile azionamento<br />
Riportare il Pastore Tedesco in Taglia<br />
====================================</p>
<p>Analizzando il terzo aspetto, &#8220;Restringimento degli spazi vitali, sia abitativi che all&#8217;aria aperta, delle popolazioni occidentali&#8221; si intuisce immediatamente una vera, possibile, immediata leva e linea d&#8217;azione. Intanto, guarda caso, i Labrador e i Golden Retriever ben si adattano, con una decina di Kg di peso in meno rispetto al Pastore Tedesco, a queste nuove realtà abitative. E, attenzione: non è da scartare l&#8217;ipotesi che quelle due razze abbiano sucesso anche per la taglia ridotta rispetto al PT, non solo per la caratteristca &#8220;da compagnia&#8221;.</p>
<p>Gli spazi si ristringono quindi, ma il nostro pastore tedesco.. si allarga!</p>
<p>Mentre tutti noi abitiamo nella metà dei metri quadri rispetto a dove abitavamo 20 o 30 anni fa, il pastore tedesco cresce di taglia a dismisura, diventando di solito un animale di 65-68 al garrese (e qui non pensiamo solo ai cani che partecipano alle esposizioni: pensiamo anche ai lori fratelli di cucciolata, spesse volte enormemente fuori taglia! Sono loro che, poverini, vanno ad abitare in appartamento, non i fratelli &#8220;in taglia&#8221; auslesi o simili) e almeno 45Kg di peso.</p>
<p>Certo certo, sento già una voce obiettare &#8220;ma molto è già stato fatto per la taglia!&#8221;. Sì è vero, ma è anche vero che ancora oggi il problema della taglia è enorme. Basta applicare un metro oggettivo e disinteressato e rideremo delle esposizioni a cui assitiamo in questi anni.</p>
<p>Nei raduni si vede utilizzare sempre più insistentemente il cinometro, quasi a garanzia della esclusione dei cani fuori taglia non dico dalla manifestazione, ma almeno dalle prime posizioni. Ebbene tutto ciò non avviene. Per niente.</p>
<p>Si assite invece a delle scene ignobili, in cui il giudice prepara il cinometro sui fatidici 65cm, e poi posiziona il cinometro sul punto dell&#8217;animale dove esso è, effettivamente 65cm. Quasi mai sul garrese: molto, troppo spesso sulla schiena, se non quasi sui reni (sì, ho visto anche quello: una tragica comica).</p>
<p>A difesa della taglia intanto c&#8217;è la natura stessa della nostra razza.</p>
<p>Il pastore tedesco fuori taglia non è più un pastore tedesco, a mio modo di vedere.</p>
<p>Un cane di 45-48 Kg o giù di lì, non ha più la funzionalità, il brio, la reattività e la resistenza di un cane in taglia, di 35-40 kg.</p>
<p>Lo standard poi enuncia delle misure ben precise, Con degli intervalli ben precisi. Quando si parla di 30-40 Kg di peso o 60-65cm al garrese, si enunciano degli intervalli di valori misurabili.</p>
<p>Se lo standard afferma l&#8217;idoneità ad esser chiamato &#8220;Pastore Tedesco&#8221; sia del cane da 60 che del cane da 65, non è come si pensa spesso, che il pastore tedesco ideale sia quindi 65: il punto &#8220;più idoneo&#8221; di tutti, e ciò deriva dalla logica matematica e dalla topologia della retta dei numeri reali, è il centro di questo intervallo. Non c&#8217;è scampo.</p>
<p>Lo so: parlare di un pastore tedesco di 62,5cm al garrese come il pastore tedesco &#8220;perfetto&#8221; fa inorridire il 99% di chi legge queste affermazioni. E forse anche me. Ma vorrei portare tutti a riflettere sul fatto che questo è quanto dice, a logica, sia in italiano che in tedesco, il nostro standard. Un cane adulto, maschio, di pastore tedesco, che fosse 62,5cm al garrese non sarebbe né troppo piccolo né troppo grande. Sarebbe il cane &#8220;ideale&#8221;.</p>
<p>Sebbene questa possa sembrare una affermazione incredibile, questa è invece la verità. E&#8217; ovvio che quindi dovremmo puntare ad un cane in taglia. E che dovremmo poi valutare i cani da 65 come accettabili ma al limite della taglia, e non come i &#8220;pigmei&#8221; delle esposizioni.</p>
<p>Anche qui, i commenti patetici dei giudici fanno davvero tenerezza. In presenza di un cane di 40 kg di peso e 65 al garrese, sentire apostrofare il perfetto animale come &#8220;ecco un soggetto di giusta media taglia&#8221; fa davvero sobbalzare quel minimo di amore per la verità che ognuno di noi tiene dentro, perchè la conseguenza di quello che è stato appena affermato è che, siccome &#8220;giusta media taglia&#8221; significa in realtà &#8220;cane al limite massimo della taglia&#8221;, allora tutti i &#8220;grande&#8221; o &#8220;molto grande&#8221; sono stati in realtà dei giudizi che hanno nascosto una interpretazione dura da accettare ma vera: fuori taglia, non corrispondenti allo standard del pastore tedesco.</p>
<p>Un altro aspetto di preoccupazione forte è che la gente comune ormai è consapevole che il pastore tedesco è troppo grande. Se ne sono già resi conto tutti, non solo gli addetti ai lavori. Un esempio pratico chiarirà questo concetto.</p>
<p>Il mio cane (che non ha velleità di partecipazione ad eventi sportivi, anche se proviene da  linee di sangue eccelse) è un maschio di pastore tedesco adulto, in taglia (64cm al garrese, 34-35kg di peso) che puntualmente, ogni volta che i profani (attenzione non gli esperti, la gente comune) hanno modo di valutarne l&#8217;età, cercano di indovinare che si tratta di un cucciolo, oppure di un cane che &#8220;deve ancora crescere&#8221;.</p>
<p>Ebbene, la cosa che spaventa di più di questi innumerevoli commenti è proprio questa: il senso comune valuta già oggi il pastore tedesco come un cane &#8220;gigante&#8221;, e quando vede un cane davvero in taglia lo reputa &#8220;ancora troppo piccolo, forse deve ancora crescere&#8221;.</p>
<p>Questo è il segnale che, più di tutti, ci dà la misura della situazione allarmante in cui abbiamo spinto la nostra razza. Tutti ormai sanno, anche i profani, che il pastore tedesco è 67 al garrese e almeno 45 kg.</p>
<p>Per concludere (l&#8217;argomento sarebbe molto lungo ovviamente) credo di poter affermare che il riportare il pastore tedesco in taglia potrebbe essere una mossa molto azzeccata per riconquistare la fiducia del &#8220;pubblico pagante&#8221;.</p>
<p>Ma perchè un allevatore dedito all&#8217;attività sportiva/agonistica si dovrebbe preoccupare dei 14 o 30 mila cuccioli registrati?</p>
<p>Qualcuno potrebbe dire: &#8220;ma a me cosa importa se ogni anno si iscrivono 14mila cuccioli invece di 30mila? Io faccio 10 cucciolate all&#8217;anno e tutti i cuccioli sono già opzionati in quanto sono un allevatore di prestigio!&#8221;. Beh, è molto facile controbattere.</p>
<p>L&#8217;attività sportiva, o agonistica che dir si voglia, è la punta di diamante di un mondo, che trova negli allevatori di prestigio la sua fase di sperimentazione, di innovazione, di ricerca, approfondimento scientifico, ecc.</p>
<p>L&#8217;attività sportiva degli allevatori di prestigio sta al mondo del pastore tedesco &#8220;dei privati&#8221; come il mondo della Formula 1 sta all&#8217;industria dell&#8217;automobile.</p>
<p>Una crisi del settore automobilistico è importantissima e pericolosissima per la Formula 1 la quale non è solo &#8220;lustrini, veline e sponsor&#8221; ma è anche un progetto serio in cui molte case automobilistiche sperimentano, investendo budget miliardari, e sapendo che i ritrovati di quelle ricerche saranno poi utilizzabili nella produzione di massa. </p>
<p>Non a caso il motore turbo, i freni al carbonio, il cambio sequenziale, etc. sono nati in Formula Uno e poi applicati sule vetture di serie.</p>
<p>In poche parole, il mondo &#8220;di punta&#8221; è interessatissimo a sapere cosa succede al mondo &#8220;delle Punto&#8221;, in quanto la sua stessa sopravvivenza è condizionata all&#8217;esistenza di quel mercato.</p>
<p>Nel settore nostro, è ovvio che il mondo dei 30 mila (hem! 14mila!) acquirenti di pastori tedeschi, interessa anche gli allevatori di punta: meno iscrizioni di cuccioli significano meno persone alle esposizioni, meno possibilità di piazzare i cuccioli &#8220;non proprio rispondenti allo standard&#8221;, etc.</p>
<p>E&#8217; quindi fondamentale il settore della vendita ai privati, perchè è la base di sopravvivenza anche degli allevatori di prestigio.</p>
<p>Ok, ancora l&#8217;obiezione: &#8220;ma io piazzo anche cuccioli non rispondenti allo standard perchè sono un allevatore di punta e i miei cuccioli vengono venduti bene anche se hanno tre gambe&#8221;. Ok, altro esempio dell&#8217;importanza del &#8220;pubblico pagante&#8221;: l&#8217;anello intermedio della catena economica.</p>
<p>Se un allevatore di medio-basse capacità sa che potrà vendere 30 cuccioli nella sua provincia nei prossimi 12 mesi, forse acquisterà dall&#8217;allevatore di punta &#8220;quella fattrice selezionata e con due brevetti&#8221; non più importante per l&#8217;allevatore di prestigio, e permetterà all&#8217;allevatore di prestigio di venderla per poter portare avanti altri progetti zootecnici. Ma se quell&#8217;allevatore di livello medio/basso non vendesse 30 ma solo 15 cuccioli a causa della diminuzione di interesse per il pastore tedesco di cui sopra, forse quella fattrice non strategica per l&#8217;allevatore di punta, non sarebbe venduta, perchè il gioco non varrebbe la candela, oppure sarebbe venduta ad un prezzo più basso perchè &#8220;ormai non c&#8217;è più mercato&#8221;.</p>
<p>Ecco quindi un altro esempio di danno per l&#8217;allevatore di punta, derivante dal fatto che l&#8217;anello intermedio della catena (l&#8217;allevatore di livello medio basso, o anche il semplice &#8220;commerciante&#8221; di cuccioli) non produce e guadagna più come prima, a causa della riduzione di interesse per il pastore tedesco.</p>
<p>==============================================</p>
<p>Il riassunto di queste (troppo lunghe, me ne rendo conto) argomentazioni è:</p>
<p>Ormai il pastore tedesco è enorme, e non lo vuol comprare più nessuno perchè è troppo grande: non assomiglia più al cane brioso attivo ed efficace che era (è &#8220;molto più pastore tedesco&#8221; il Border Collie, oggigiorno: anche la polizia ha iniziato a preferire i Malinois, perchè più maneggevoli e scattanti: indovinate un po&#8217;: sono quasi della stessa taglia del PT, se il PT rispettasse lo standard!).</p>
<p>Inoltre, non lo compra più nessuno perchè non entra in casa: se fosse 35 Kg invece di 45, sarebbe forse sempre troppo grande per chi vive in un monolocale, ma forse la taglia sarebbe accettabile per chi vive in 70-80 metri quadri con terrazzo e piccolo giardino&#8230;</p>
<p>Abbiamo uno strumento formidabile per poter rendere il PT più appetibile al grande pubblico e farlo ritornare scattante come prima. Ed è un metodo più che perfetto. Cominciare a rispettare DAVVERO lo standard, e produrre cani non grandi ma in taglia.</p>
<p>Il pastore tedesco &#8220;in taglia&#8221; è quindi, oltre che una buona azione per il rispetto dello standard, anche una grandiosa ed efficace mossa di &#8220;marketing cinofilo&#8221; di medio-lungo periodo.</p>
<p>==============================================</p>
<p>Ecco, caro Presidente, queste sono preoccupazioni &#8220;forti&#8221; di chi (per ora) non ha ancora intrapreso un&#8217;attività ciinofila in maniera seria e non può essere considerato (per ora) un addetto ai lavori.</p>
<p>Io sono soltanto mosso dall&#8217;amore per la razza, e mi piange il cuore vedere la razza che amo di più, dimezzare i suoi &#8220;amatori&#8221; nello spazio di pochissimi anni. Per uno che pensa che non esista animale più bello e nobile del cane, e fra le tante razze, non esista una razza più straordinaria del pastore tedesco, questo declino è semplicemente inaccettabile. </p>
<p>Capisco quindi che per tutti gli allevatori, e soprattutto per lei, supremo tutore della razza in Italia, questo debba probabilmente essere il suo primo problema sull&#8217;agenda.</p>
<p>SAS, come tutti sanno, significa &#8220;Società Amatori Schäferhunde&#8221;: ebbene gli &#8220;amatori&#8221;, iscritti o no all&#8217;Associazione, sono dimezzati in 6 anni.</p>
<p>Per me questo è un dramma, di magnitudine più grande di ogni altro problema che la SAS o la SV possano attualmente avere. E credo che la soluzione del dramma stia a cuore ad ogni amante della razza, qualunque sia la sua filosofia e qualunque sia il suo ideale di pastore tedesco.</p>
<p>========================<br />
Stefano Galastri</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pastoretedesco.com/blog/pastore-tedesco-una-razza-in-via-di-estinzione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

